La bilancia nella scienza
L’11 marzo del 1907 appare sul “New York Times” una notizia destinata a rimanere impressa nell’immaginario popolare: il titolo recita «L’anima ha un peso, afferma un dottore». Il dottore che afferma ciò si chiama Duncan Macdougall. Egli selezionava malati terminali di tubercolosi – patologia scelta perché la morte giunge con un numero minimo di contrazioni muscolari – e nei loro ultimi istanti faceva trasportare i loro letti su una grande bilancia. Esalato l’ultimo respiro, l’ago della bilancia si ferma… ma non prima di aver fatto un sensibile scatto: la scoperta di MacDougall è infatti che pochi istanti dopo il sopravvenire della morte c’è una perdita di peso di 21 grammi.

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